Make vs Zapier: differenze, prezzi e quale scegliere nel B2B

Make vs Zapier: differenze, prezzi e quale scegliere nel B2B

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11 minuti

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Make vs Zapier: punti chiave

  • Entrambi gli strumenti collegano applicazioni e automatizzano i flussi — ma con architetture diverse. Zapier è lineare e semplice; Make è visivo e potente.

  • La scelta tra Make o Zapier dipende da tre fattori: la complessità dei flussi, il volume delle operazioni e il profilo tecnico del team che li gestirà.

  • Zapier vince in: flussi semplici (trigger → azione), velocità di setup, facilità per team non tecnici e copertura delle integrazioni (+6.000 app).

  • Make vince in: flussi con logica complessa, elaborazione di liste di dati, gestione avanzata degli errori, prezzo per volumi elevati e visibilità del flusso.

  • Per i team B2B, la risposta più frequente non è l'uno o l'altro ma entrambi: Zapier per i flussi quotidiani semplici, Make per i processi critici e complessi.

  • SalesDose lavora con entrambi gli strumenti e sceglie a seconda dei casi: Make per i clienti con operazioni complesse, Zapier quando la semplicità e la velocità di implementazione sono prioritarie.

Il confronto Make vs Zapier appare in decine di post che fanno esattamente la stessa cosa: copiare la tabella delle funzionalità di ciascuno strumento, riassumerla e concludere che dipende dalle tue esigenze. Corretto ma inutile.

La decisione tra Make vs Zapier non si prende guardando il piano tariffario o il numero di integrazioni. Si prende comprendendo che tipo di processi aziendali richiede la tua operatività e che profilo ha il tuo team per gestirli. Un team senza competenze tecniche che sceglie Make per via del prezzo può finire con scenari che nessuno sa gestire. Un team con processi complessi che rimane su Zapier per comodità finisce per pagare di più e fare di meno.

Questo post presuppone che tu sappia già cosa sia ciascuno strumento — in caso contrario, consulta la nostra guida su cos'è Zapier e a cosa serve o la guida su cos'è Make e come si usa. Qui andiamo dritti alla decisione: quando scegliere l'uno o l'altro, quando usarli entrambi e cosa consiglia SalesDose in base al tipo di operatività B2B.

In cosa si somigliano Make e Zapier

Prima di entrare nei dettagli delle differenze di Make vs Zapier, è bene avere chiaro in cosa coincidono per non sovrastimare le discrepanze tra le due opzioni:

  • Entrambe sono piattaforme di automazione no-code che collegano le applicazioni tra loro.

  • Entrambe operano con la stessa logica di base: un evento (trigger) attiva una o più azioni in altri strumenti.

  • Entrambe hanno versioni gratuite funzionali per iniziare e piani a pagamento che scalano con l'uso.

  • Entrambe consentono di collegare la stragrande maggioranza degli strumenti del tech stack commerciale B2B: CRM, email, LinkedIn, Slack, strumenti di prospezione, sistemi di fatturazione.

  • Entrambe possono essere implementate senza saper programmare, sebbene Make richieda un maggiore criterio tecnico per i flussi avanzati.

In cosa si differenziano davvero Make vs Zapier

Le differenze rilevanti nel confronto Make vs Zapier non risiedono nel catalogo delle integrazioni, ma nel modo in cui ciascuno strumento gestisce i flussi, i dati e gli errori:

Architettura: lineare vs visuale

Zapier funziona con un modello lineare: un trigger attiva una serie di azioni a catena. È facile da capire e da configurare. Make lavora invece con scenari visuali in cui il flusso è rappresentato graficamente: si possono aggiungere percorsi paralleli (se si verifica la condizione A → fai X, altrimenti → fai Y), cicli che iterano su liste e moduli per la gestione degli errori in qualsiasi punto del flusso.

All'atto pratico, questa differenza tra Make vs Zapier determina quale tipo di flussi può risolvere ciascuno strumento. Zapier copre egregiamente l'80% dei casi di automazione B2B. Make aggiunge quel 20% più complesso che Zapier non gestisce con la stessa pulizia.

Elaborazione dei dati: record per record vs liste

Una delle differenze più rilevanti di Make vs Zapier per le operazioni B2B: Zapier elabora un record alla volta. Se arrivano 200 lead da una campagna, Zapier li elabora uno per uno con la latenza di ciascuna esecuzione. Make dispone di moduli di iterazione nativi che elaborano intere liste di dati in un unico scenario, in modo molto più rapido e con meno operazioni fatturate.

Per i team che effettuano arricchimenti massivi di lead, aggiornamenti batch del CRM o report che incrociano molteplici fonti di dati, questa differenza tra make o zapier è quella che ha il maggiore impatto pratico.

Prezzo: un modello diverso che impatta diversamente a seconda del volume

Zapier addebita i costi in base al numero di attività (tasks) eseguite con un modello a scaglioni: piano Starter (750 task/mese, 19 USD), Professional (2.000 task/mese, 49 USD), Team (50 USD/utente/mese). Il costo sale rapidamente all'aumentare del volume.

Make addebita i costi per operazioni (simili ai task) con prezzi decisamente più bassi per operazione: Core (10.000 op/mese, 9 USD), Pro (20.000 op/mese, 16 USD), Teams (80 USD/mese). A parità di volume di automazioni, Make è solitamente da 2 a 5 volte più economico rispetto a Zapier.

Nel confronto Make vs Zapier sul prezzo: per volumi bassi (meno di 1.000 operazioni/mese), la differenza è minima. Per volumi medio-alti, Make presenta un chiaro vantaggio economico.

Gestione degli errori: base vs avanzata

Zapier notifica quando un

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